Sales HUB Italia intervista Dario Rota, fondatore di DR & Partners

“L’internazionalizzazione non è solo espansione, è visione culturale e strategica”

Dottor Rota, ci racconta come nasce il progetto DR & Partners?

DR & Partners nasce nel 2017 come naturale evoluzione di un percorso professionale iniziato molti anni prima, in particolare nel settore fieristico e degli eventi internazionali. Dopo quasi 20 anni in Fiera Milano, con incarichi in Italia e all’estero, ho sentito l’esigenza di creare una struttura snella, ma altamente specializzata, in grado di supportare aziende ed enti pubblici nei processi di internazionalizzazione. L’obiettivo non era solo “fare eventi”, ma creare connessioni strategiche tra business, istituzioni e territori.

Lei ha ricoperto ruoli di alto profilo nei progetti Expo, sia a Shanghai 2010 che a Milano 2015. Che tipo di esperienza è stata?

Assolutamente unica. A Shanghai, come Direttore del Padiglione Italia, ho vissuto il valore della diplomazia economica e culturale sul campo. Ogni giorno interagivamo con delegazioni di tutto il mondo. All’Expo Milano 2015, invece, sono stato responsabile del “China Special Project” per Fiera Milano. Si trattava di un progetto G2G definito in occasione del passaggio da Shanghai a Milano. E’ stata un’esperienza che ha consolidato il mio legame con quel Paese e rafforzato le competenze nell’intercettare interessi e visioni a livello globale.

DR & Partners è una realtà molto snella. È una scelta strategica?

Sì. La leggerezza organizzativa è parte del nostro DNA. Questo non significa lavorare da soli, anzi: collaboriamo con un network internazionale di professionisti, società partner, advisor e creativi. È un modello che ci permette di essere rapidi, flessibili e personalizzati nei progetti, senza le rigidità delle grandi strutture. Lo definisco “tailor-made consulting”.

Qual è oggi l’ambito principale di attività di DR & Partners?

Lavoriamo su tre fronti principali: internazionalizzazione, eventi strategici e business development. Collaboriamo con enti pubblici, Camere di Commercio, aziende italiane e straniere che vogliono espandersi in mercati complessi — soprattutto Asia, Medio Oriente e Nord e Sud America.

Progettiamo eventi ad alto contenuto istituzionale o culturale, ma sempre con una chiara funzione economica. Inoltre, affianchiamo i clienti nella definizione di strategie di penetrazione nei mercati esteri. Puntiamo sempre ad obiettivi tangibili per le aziende, avviare concrete e nuove opportunità commerciali.

Lei ha contribuito anche a Expo Dubai 2020. In che modo?

Abbiamo svolto attività preliminare di advisory strategico per alcune realtà coinvolte nella progettazione di padiglioni e contenuti. Il lavoro ha incluso relazioni con enti governativi, analisi delle gare internazionali e creazione di proposte di valore per la partecipazione di aziende italiane. Il tutto in un contesto geopolitico delicato e molto competitivo.

Quali sono i mercati su cui punta oggi DR & Partners?

La Cina resta centrale, ma vediamo grandi opportunità altrove.

Negli ultimi mesi, a causa della politica del Presidente Trump sui dazi, alcuni mercati stanno diventando decisamente più appealing anche per le aziende italiane. Mi riferisco al Centro e Sud America, in particolare Messico e Brasile.

Una nota di attenzione va anche al Sud-Est Asiatico. Il denominatore comune? Clienti che vogliono “pensare globalmente” ma “agire localmente”. Ed è proprio lì che entra in gioco il nostro ruolo di traduttori culturali e strategici. In queste circostanze Il “cross-culture” è l’elemento di maggiore criticità.

Qual è secondo lei il futuro dell’industria fieristica e degli eventi?

L’evento fisico è tornato centrale e vincente, ma non sarà più come prima. Oggi serve una visione ibrida, che sappia coniugare la forza della presenza dal vivo con il potenziale delle tecnologie digitali. Ma soprattutto, serve contenuto. Gli eventi del futuro saranno meno “vetrina” e più “esperienza immersiva”, con un focus su networking, business intelligence e impatto reputazionale.

Aggiungo un elemento a cui bisogna dare sempre maggiore importanza e cioè la continuità in termini promozionali e di comunicazione. Non basta fare una fiera di 3 giorni in un paese per poi tornarci dopo un anno.

Un consiglio ai giovani che vogliono lavorare nel mondo degli eventi internazionali?

Studiare, studiate le culture, non solo i business. Le fiere, gli Expo, gli eventi sono un crocevia di lingue, abitudini e mentalità. Avere competenze organizzative è fondamentale, ma la vera marcia in più è la capacità di mediare tra visioni diverse. E, naturalmente, serve passione e determinazione. È un settore sfidante, ma immensamente ricco di opportunità.

Dario lei è anche uno dei promotori del progetto Sales HUB Italia

Sì, Sales HUB Italia e DR & Partners hanno creato una partnership di valore, unendo il know‑how nelle vendite e nella lead generation delle PMI italiane con le competenze nell’internazionalizzazione e nelle relazioni estere. Il risultato è un ecosistema di servizi completo, flessibile e orientato all’azione reale sui mercati globali.

Grazie Dario è stato un piacere parlare con lei.

Dario Rota vanta oltre 20 anni di esperienza nella progettazione, organizzazione e gestione di eventi complessi a livello nazionale e internazionale. Tra gli incarichi di rilievo, ha ricoperto ruoli chiave all’interno del gruppo Fiera Milano: General Manager di una joint venture in Cina, Project Supervisor per eventi fieristici, Direttore del Padiglione Italia all’Expo Shanghai 2010 e supervisore del “China Special Project” in occasione di Expo Milano 2015.